senigallia
  Pane Nostrum
 

PANENOSTRUM 2009

FESTA INTERNAZIONALE DEL PANE

17 . 18 . 19 . 20 settembre 2009

Senigallia (Marche – AN)

ingresso gratuito

 

TEMA DELLA IX EDIZIONE: LE STRADE DEL PANE

 

A “Pane Nostrum” 2009:
LE STRADE DEL PANE: i pani dichiarati presidi Slow Food (Toscana, Puglia, Sicilia, Trentino Alto Adige); il Pane Etneo tradizionale, la Mafalda, la Schiacciata e altre delizie compresa la brioche con la cremosa granita siciliana grazie alla città ospite Nicolosi (Catania); il Cudduruni; i pani di filiera delle Marche e i panificatori eccellenti della Provincia di Ancona; pani di 3 scuole di panificazione europee delle città gemellate con Senigallia: Sens (Francia), Lorrach (Germania), Chester (Inghilterra) e quelli italiani con l’Istituto Alberghiero Panzini.
In anteprima a “Pane Nostrum”, sarà presentato Fame di pane - Seimila anni di storie (Slow Food Editore) di Giusy Quarenghi e Alessandra Mastrangelo.
FORNI A CIELO APERTO e panificatori in piazza all’opera davanti al pubblico tutto il giorno
CORSI GRATUITI DI PANIFICAZIONE per adulti e bambini
Per mangiare e degustare quest’anno ci sono “PANE & VINO”, “IL PANE IN CUCINA” (in collaborazione con tre ristoranti di Senigallia) e i “LABORATORI DEL GUSTO” di Slow Food Marche.
Sezione dedicata alla celiachia, l’intolleranza permanente al glutine, con un CORSO DI CUCINA e area degustazione apposita.

Ogni tipo di pane presentato potrà essere acquistato ancora caldo e gustato in tutta la sua fragranza nell’area acquisto, tutti i giorni.

Pane marchigiano e cottage floured, bloomer seeded bread e pane etneo, laugenbrezel, marocca di Casola, pane di patate, ur-paarl, baguette, traubenbrote, testarolo pontremolese, pane dell’Alta Murgia, focacce, croissant, dolcetti. Un gustoso e affascinante viaggio consapevole attraverso i sapori, i profumi, le fragranze, la storia, le usanze, la geografia del pane. Dal 17 al 20 settembre, Senigallia (Marche – AN) torna a vestirsi da “Città dell’Arte Bianca” grazie a “Pane Nostrum”, Festa Internazionale del Pane a ingresso libero arrivata alla IX edizione. Quattro giorni di arte bianca su una spiaggia di velluto settembrina, tra profumi di mare e pane caldo appena sfornato, frutto di saperi antichi e di un’alchimia di elementi: terra, acqua, aria, fuoco, mani, pazienza. Quattro giorni per riscoprire il valore di un alimento fondamentale che accomuna le culture del mondo, raccontandone le molteplici manifestazioni, la fantasia e le tradizioni e proponendo di fondo una riflessione pratica e concreta su alimentazione corretta e consapevole. La Festa internazionale del pane coinvolge il cuore della città tra la bellissima Piazza del Duca, la Rocca Roveresca e Piazza Manni, con lo spettacolo dei forni a cielo aperto e dei maestri panificatori in piazza intenti a impastare, dare forma, infornare e sfornare delizie irresistibili tutti i giorni dalle 8.30 alle 13 e dalle 15 alle 21, a eccezione della prima giornata del 17 settembre e della penultima il 19. Nella prima giornata infatti i forni si accenderanno alle 17, mentre nel penultimo giorno di “Pane Nostrum”, i forni restano accesi oltre il consueto orario e si continuerà a sfornare prelibatezze per tutta la serata fino alle 23. La gente passeggia e assaggia, chiede notizie sui pani, suggerimenti, tecniche, ricette, lascia libera la curiosità negli stand dei pani, degusta o acquista prodotti ancora caldi, ma soprattutto partecipa ai laboratori e impara a fare il pane. Tra le tante attività che caratterizzano “Pane Nostrum” e che richiamano ogni anno centinaia di persone da tutta Italia, ci sono infatti i corsi gratuiti di panificazione per adulti e bambini, come anche i laboratori riservati alle scuole. I corsi per adulti si svolgono in due turni in un’aula didattica apposita tutti i giorni dalle 18,30 alle 20,30 con i maestri panificatori Signorelli e Rapisarda di Nicolosi (Sicilia) e dalle 21,00 alle 23,00 con i maestri panificatori Verter Cuffiani (Romagna) e Antonio Cipriani (Toscana). I bambini invece giocano a fare il pane nel pomeriggio dalle 15.30 alle 17.30, con il maestro panificatore Matteo Borroni del “Panificio Eredi Borroni” di Potenza Picena (MC), 4 generazioni di passione familiare. Poi approfittano di una sana merenda. Per i più giovani, Pane Nostrum torna a proporre anche il percorso con le scuole, nelle mattine dei giorni 17, 18 e 19. I ragazzi delle scuole imparano a fare il pane grazie a un maestro panificatore e sono previste poi un incontro teatrale/didattico con “Cruschetto de Farinis e la fantastica storia del pane” con Luca Ardenghi dell’associazione culturale Anima Mundi e la visita alla mostra “Lavica – l’oro dell’Etna”. Quest’anno l’area food aperta ai visitatori tutti i giorni, è dedicata a Pane & Vino (il 17 dalle 18 alle 22.30 e negli altri giorni dalle 12 alle 22.30). La bellissima Piazza del Duca, cuore di Senigallia, è il luogo in cui si potrà pranzare, cenare, fare merenda con panini e prodotti marchigiani. Inoltre si potranno gustare delizie come il pane con la cremosa unica granita siciliana, il Cuccalar del Trentino e altri tipi di cibo semplice, cibo da strada non meno delizioso di quello da consumare con le formalità della tavola. Per scoprire tutte le più succulente combinazioni di pane e... Abbinamenti gustosi da apprezzare sempre in tutta lentezza, morso dopo morso, specie se il pane è stato appena tirato fuori dal forno o è fatto con i migliori ingredienti. Per mangiare e degustare, Pane Nostrum torna a proporre “Il pane in cucina” e i Laboratori del gusto con Slow Food Marche. La cucina contadina insegna moltissimo in molti ambiti. Per quanto riguarda il pane, insegna a non sprecare alcuna briciola. L’arte del riutilizzo del pane raffermo per cucinare con fantasia e preparare ottime zuppe, pancotti, bruschette sarà riproposta da alcuni ristoranti grazie a “Il pane in cucina”. Ognuno permetterà di gustare un menù dedicato a questi temi cari a Pane Nostrum: Hostaria La Posta, Trattoria La Muta, Trattoria Rimante. Palazzetto Baviera torna invece a ospitare i Laboratorio del gusto di Slow Food Marche in collaborazione con Pane Nostrum, tutti i giorni alle 19,30. Ogni sera, si potrà imparare ad abbinare i pani, ad accompagnarli con salumi, formaggi e grandi vini. In particolare quest’anno si esploreranno alcuni prodotti di eccellenza delle zone ospiti grazie al percorso tematico sui pani presidio Slow Food: la Marocca di Casola, pane e cioccolato di Modica con Moscato, il pane della Val Venosta incontra le Marche. Ogni anno “Pane Nostrum” plasma le sue edizioni su temi o aree geografiche mirate. La IX edizione invita il pubblico lungo “Le Strade del Pane”, quattro percorsi grazie ai quali si attraverserà l’Italia in tutte le direzioni, fino a varcarne i confini ed entrare in Europa. Lungo il cammino si incontreranno i pani dichiarati presìdi Slow Food, il pane etneo, la focaccia cudduruni, tanti pani di filiera marchigiani e quelli realizzati da panificatori che possono fregiarsi del Marchio di qualità della provincia di Ancona, fino a deliziosi pani tedeschi, francesi, inglesi. La città ospite di Pane Nostrum 2009 è Nicolosi (Catania), che dal 1987 è anche sede dell’ente Parco dell’Etna. A “Pane Nostrum” saranno preparati il pane tradizionale etneo, la soffice e dorata mafalda siciliana, la gustosa schiacciata e deliziosi biscotti. Nell’ambito di questa ospitalità, tutti i giorni a Pane Nostrum si esibirà il gruppo folcloristico “Le Ginestre dell'Etna” con canti e balli di tradizione. A Palazzo del Duca è inoltre allestita la mostra “L’oro dell’Etna”, opere in pietra lavica ceramizzata del maestro Barbaro Messina, mentre alla Galleria Expo Ex si può ammirare “Lo Spirito della Montagna”, mostra su una Terra, i suoi giovani, le risorse. L’orario visite è dalle 8,30 alle 13,30 e dalle 15 alle 22,30. In collaborazione con Slow Food, in anteprima il 18 settembre alle 17,30 a “Pane Nostrum”, sarà presentato “Fame di pane - Seimila anni di storie” (Slow Food Editore), terzo volume della collana “Per mangiarti meglio” nata per proporre a un pubblico giovanissimo i temi cari a Slow Food, con stile, linguaggio e illustrazioni adeguati. Interverranno le autrici Giusi Quarenghi e Alessandra Mastrangelo. Nella festa del pane, si pensa anche a chi il pane non lo può mangiare. Si rinnova dunque la collaborazione con l’AIC (Associazione Italiana Celiachia), che dà buoni frutti da due edizioni, informando sull’intolleranza al glutine e registrando una grande partecipazione alle iniziative mirate. Quest’anno saranno proposti un laboratorio di cucina senza glutine, assaggi e un incontro per orientarsi nei prodotti senza glutine pensati per i celiaci. Tra le collaborazioni ci sono quelle con Slow Food Marche, con l’A.I.S. (Associazione Italiana Sommelier) Marche – delegazione di Ancona. Quest’anno Piazza del Duca ospita poi il percorso allestito dalle associazioni professionali agricole della Provincia di Ancona (CIA e Copagri), tra realtà produttive locali e prodotti eccellenti del territorio marchigiano: olio, miele, vino, salumi, marmellate, formaggi e altri prodotti tipici e tracciabili. Si conferma anche la presenza della Cattedrale di grano in Piazza Manni, un carro o “covo” interamente coperto di spighe di grano intrecciate fra loro realizzato dai cittadini di Campocavallo, che ogni anno riproduce fedelmente una cattedrale. Quest’anno è stata scelta quella di San Basilio nel cuore di Mosca, meglio nota come chiesa dell’Intercessione o ancora cattedrale Pokrovsky.
L’ingresso alla manifestazione è gratuito, così come i corsi di panificazione. E’ inoltre prevista un’area vendita dove tutti i giorni è possibile acquistare ogni tipo di pane presentato ancora caldo e gustato in tutta la sua fragranza. “Pane Nostrum” è unappuntamento con la qualità, la tipicità ed i sapori delle tradizioni panificatorie delle varie regioni d’Italia e del mondo”.

“Pane Nostrum” è una manifestazione del Comune di Senigallia, Confcommercio e CIA della Provincia di Ancona, realizzata in collaborazione con Camera di Commercio di Ancona, Provincia di Ancona Assessorato all’Agricoltura, Regione Marche Assessorato Agricoltura. Info 338.486195 o info@panenostrum.com

IL TEMA DI PANE NOSTRUM 2009
Grazie al tema scelto o all’area geografica individuata come protagonista, a “Pane Nostrum” arrivano esperti e accreditati panificatori da tutto il mondo. Nelle ultime edizioni, i visitatori hanno potuto assaggiare pani del Mediterraneo, pani del Grande freddo, pani delle aree dove si concentrano minoranze linguistiche.

L’EDIZIONE 2009 E’ DEDICATA A “LE STRADE DEL PANE”
Percorsi nella panificazione d’Italia e d’Europa:
Il percorso Slow Food (organizzato in collaborazione con Slow Food Marche) segue i pani dei presidi Slow Food. I Presi di Slow Food italiani sono 177 e coinvolgono oltre 1300 piccoli produttori: contadini, pescatori, norcini, pastori, casari, fornai, pasticceri. Sono esempi concreti e virtuosi di un nuovo modello di agricoltura, basata sulla qualità, sul recupero dei saperi e delle tecniche produttive tradizionali, sul rispetto delle stagioni, sul benessere animale. I pani dichiarati presidio sono 6: la Marocca di Casola, il Testarolo artigianale pontremolese, il pane di patate della Garfagnana tutti della Toscana , il Pane tradizionale dell’Alta Murgia in Puglia, il Pane tradizionale di Lentini in Sicilia e infine il Ur-Paarl della Val Venosta in Trentino Alto Adige.
Il percorso della città ospite riguarda il Comune di Nicolosi (Catania), che dal 1987 è sede (presso l'antico monastero di San Nicolò l'Arena) dell’ente Parco dell’Etna, area naturale protetta. Oggi la produzione del pane etneo tradizionale si basa principalmente sull’utilizzo di farina di semola prodotta con varietà grano duro siciliano selezionate dall’Università degli Studi di Catania. L’aggiunta di lievito naturale è ancora la prerogativa dei panifici artigianali dei paesi del comprensorio etneo. A “Pane Nostrum” 2009 saranno preparati il Pane Etneo Tradizionale con farina di semola di grano duro e lievito naturale, la Mafalda Siciliana con il sesamo e la Schiacciata con olive nere in salamoia, Acciughe sott’olio e Tuma (pecorino fresco). L’antica tradizione di preparare e cuocere il pane in casa è ancora viva ed è sempre stata presente nelle abitudini alimentari delle genti dell’Etna. Storicamente il pane etneo veniva preparato esclusivamente dalle donne, il sabato per tutta la settimana, e quando il marito contadino tornava dalla campagna, trovava il pane caldo e la schiacciata. Il pane etneo è composto tradizionalmente da semola di grano duro, acqua, sale e lievito naturale. La cottura viene eseguita in forno “a pietra” con alimentazione a legna ovvero con rami di scarto della potatura di vite, olivo o ginestra (i mazzi) che conferiscono al pane una maggiore fragranza olfattiva.
Il percorso del territorio è quello di casa nostra con prelibatezze esclusivamente marchigiane dei forni inseriti nel progetto “Marchio Qualità Panifici Provincia di Ancona” della Camera di Commercio. Tutti i giorni, i visitatori possono scoprire i prodotti di panifici del territorio che lavorano nel rispetto della tradizione e della qualità. Sono forni di Ancona, Arcevia, Castelfidardo, Chiaravalle, Fabriano, Falconara, Maiolati Spontini, Montecarotto, Osimo, Ostra, Senigallia.
Il percorso delle scuole europee coinvolge le città europee gemellate con Senigallia: Sens (Francia), Chester (Inghilterra), Lörrach (Germania). Le tre città saranno rappresentate dalle loro rinomate scuole alberghiere con gli allievi che hanno intrapreso un lavoro specifico sulla panificazione, affiancati dal locale Istituto Alberghiero G.B. Panzini di Senigallia.

Per quanto riguarda i PANI DEI PRESIDI SLOW FOOD, 6 sono stati dichiarati presidi: il Marocca di Casola, il Garfagnino e il Testarolo artigianale pontremolese della Toscana, il Pane tradizionale dell’Alta Murgia in Puglia, l’Ur-Paarl della Val Venosta in Trentino Alto Adige, il Pane tradizionale di Lentini in Sicilia.
Il Marocca di Casola è un pane di castagne tipico di Casola in Lunigiana (provincia di Massa-Carrara), area fitta di boschi e priva di altre risorse per la panificazione. La raccolta di castagne coinvolgeva tutta la famiglia, che poi le lasciava essiccare prima di portarle ai mulini per la macinazione. Ogni famiglia aveva il suo forno in casa. Oggi, solo un forno di Casola cuoce la Marocca regolarmente. Il nome sembra derivi dal termine dialettale marocat, cioè poco malleabile. Ottimo con formaggi caprini morbidi e miele, o anche lardo di Colonnata e salumi salati toscani.  Il Presidio del pane tradizionale dell’Alta Murgia in Puglia (Bari) parte dalla materia prima: il grano duro coltivato e lavorato in cinque comuni della Murgia nord-occidentale. Il secondo elemento è il forno che deve essere alimentato esclusivamente con legna di quercia. Forni tradizionali in pietra caratterizzano il panorama dall’Ottocento. La degustazione del pane fresco o dopo qualche giorno, è sempre generosa di note speziate e aromi dal caffè alla vaniglia. Il testarolo artigianale pontremolese è un pane azzimo di spessore sottile e forma circolare diffudo in Lunigiana (Toscana). La cottura avviene nel "testo", modalità forse unica in Italia, sicuramente autoctona della Lunigiana, simile a tecniche praticate nella parte meridionale del bacino del Mediterraneo. Nei forni a conduzione familiare in Garfagnana (Lucca) e in una parte della Valle del Serchio invece è tuttora viva la tradizione del pane di patate, chiamato anche “garfagnino”, variante ingentilita di un pane di mistura diffuso un tempo in tutta l’Europa continentale. Quando i cereali scarseggiavano, venivano sostituiti da patate, rendendo il pane più saporito e morbido. L’Ur-Paarl nach Klosterart, che in tedesco significa “l’originario pane di segale doppio alla maniera del convento”, è la variante più antica del tipico Vinschger Paarl della Val Venosta (provincia di Bolzano) dove viene prodotto. I depositari della ricetta madre sono i frati benedettini del convento di Monte Maria, sopra Burgusio nel comune di Malles. È uno dei cosiddetti pani di scorta, buono fresco e anche dopo diversi giorni, con marmellate o di accompagno al brodo. Il pane tradizionale di Lentini è tipico dei comuni di Lentini e Carlentini (provincia di Siracusa). Prodotto dai primi del '900, era destinato agli operai che lavoravano lontano da casa e veniva preparato dalle donne. La ricetta è dunque passata di madre in figlia con varianti di famiglia e l’ingrediente principale è la semola di grano duro, viene cosparso di semi di sesamo. Poiché non è possibile realizzare artigianalmente a Senigallia il Pane tradizionale di Lentini durante la manifestazione, dati i molteplici fattori che incidono sul risultato (l'acqua, la lievitazione, il tipo di forno), il panificatore preparerà davanti ai visitatori un altro prodotto, il cudduruni, gustosa focaccia farcita tipica dello stesso territorio.

In anteprima a “Pane Nostrum”, il 18 settembre alle 17,30 sarà presentato Fame di pane - Seimila anni di storie (Slow Food Editore), terzo volume della collana “Per mangiarti meglio” nata per proporre a un pubblico giovanissimo i temi cari a Slow Food, con stile, linguaggio e illustrazioni adeguati. Interverranno a Senigallia le autrici Giusi Quarenghi, scrittrice specializzata in libri per l'infanzia, vincitrice del Premio Andersen come migliore autrice nel 2006 e Alessandra Mastrangelo, bibliotecaria, collabora da anni con Slow Food Editore. Dopo aver raccontato e descritto pane e pani – azzimi, cotti al vapore, bolliti, scuri, spessi, sottili, enormi, farciti – il libro propone ai lettori esercizi e attività collegati alla degustazione del pane, per prendere confidenza con i sensi e scoprire quante e quali conoscenze si possano mettere in atto grazie a essi, fino a capire perché un pane è diverso da un altro.

 

INFO PER IL PUBBLICO E HOTEL BOOKING:

info@panenostrum.com

tel. 338.4861951

 

 

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