senigallia
  Pane Nostrum
 

LABORATORI DEL GUSTO

SLOW FOOD

LABORATORI DEL GUSTO         

 Palazzetto Baviera
Slow Food Marche  in collaborazione con Pane Nostrum
ore 19,30

Ogni sera, si potrà imparare ad abbinare i pani con salumi, formaggi e grandi vini. In particolare quest’anno si esploreranno alcuni prodotti di eccellenza delle zone ospiti

"Pane e Territori" - le culture alimentari sulle strade del pane.

Giovedì     17 - la Marocca e la Lunigiana

Venerdì     18 - Il Testarolo ed il Pontremolese

Sabato      19 - Il Pane nero di Lentini e il Ragusano

Domenica 20 - l'Ur-Paarl incontra le Marche

A Pane Nostrum 2009 la collaborazione con Slow Food è legata anche ad uno dei percorsi del tema della IX edizione “Le Strade del Pane”.

Il percorso Slow Food segue i pani dei presidi Slow Food. I Presi di Slow Food italiani sono 177 e coinvolgono oltre 1300 piccoli produttori: contadini, pescatori, norcini, pastori, casari, fornai, pasticceri. Sono esempi concreti e virtuosi di un nuovo modello di agricoltura, basata sulla qualità, sul recupero dei saperi e delle tecniche produttive tradizionali, sul rispetto delle stagioni, sul benessere animale. I pani dichiarati presidio sono 6: la Marocca di Casola, il Testarolo artigianale pontremolese, il pane di patate della Garfagnana tutti della Toscana , il Pane tradizionale dell’Alta Murgia in Puglia, il Pane tradizionale di Lentini in Sicilia e infine il Ur-Paarl della Val Venosta in Trentino Alto Adige.

Il Marocca di Casola è un pane di castagne tipico di Casola in Lunigiana (provincia di Massa-Carrara), area fitta di boschi e priva di altre risorse per la panificazione. La raccolta di castagne coinvolgeva tutta la famiglia, che poi le lasciava essiccare prima di portarle ai mulini per la macinazione. Ogni famiglia aveva il suo forno in casa. Oggi, solo un forno di Casola cuoce la Marocca regolarmente. Il nome sembra derivi dal termine dialettale marocat, cioè poco malleabile. Ottimo con formaggi caprini morbidi e miele, o anche lardo di Colonnata e salumi salati toscani.  Il Presidio del pane tradizionale dell’Alta Murgia in Puglia (Bari) parte dalla materia prima: il grano duro coltivato e lavorato in cinque comuni della Murgia nord-occidentale. Il secondo elemento è il forno che deve essere alimentato esclusivamente con legna di quercia. Forni tradizionali in pietra caratterizzano il panorama dall’Ottocento. La degustazione del pane fresco o dopo qualche giorno, è sempre generosa di note speziate e aromi dal caffè alla vaniglia. Il testarolo artigianale pontremolese è un pane azzimo di spessore sottile e forma circolare diffudo in Lunigiana (Toscana). La cottura avviene nel "testo", modalità forse unica in Italia, sicuramente autoctona della Lunigiana, simile a tecniche praticate nella parte meridionale del bacino del Mediterraneo. Nei forni a conduzione familiare in Garfagnana (Lucca) e in una parte della Valle del Serchio invece è tuttora viva la tradizione del pane di patate, chiamato anche “garfagnino”, variante ingentilita di un pane di mistura diffuso un tempo in tutta l’Europa continentale. Quando i cereali scarseggiavano, venivano sostituiti da patate, rendendo il pane più saporito e morbido. L’Ur-Paarl nach Klosterart, che in tedesco significa “l’originario pane di segale doppio alla maniera del convento”, è la variante più antica del tipico Vinschger Paarl della Val Venosta (provincia di Bolzano) dove viene prodotto. I depositari della ricetta madre sono i frati benedettini del convento di Monte Maria, sopra Burgusio nel comune di Malles. È uno dei cosiddetti pani di scorta, buono fresco e anche dopo diversi giorni, con marmellate o di accompagno al brodo. Il pane tradizionale di Lentini è tipico dei comuni di Lentini e Carlentini (provincia di Siracusa). Prodotto dai primi del '900, era destinato agli operai che lavoravano lontano da casa e veniva preparato dalle donne. La ricetta è dunque passata di madre in figlia con varianti di famiglia e l’ingrediente principale è la semola di grano duro, viene cosparso di semi di sesamo. Poiché non è possibile realizzare artigianalmente a Senigallia il Pane tradizionale di Lentini durante la manifestazione, dati i molteplici fattori che incidono sul risultato (l'acqua, la lievitazione, il tipo di forno), il panificatore preparerà davanti ai visitatori un altro prodotto, il cudduruni, gustosa focaccia farcita tipica dello stesso territorio.

Per informazioni e prenotazioni: 338.4861951

 IN ANTEPRIMA NAZIONALE

A “Pane Nostrum” 09 il 18 settembre alle 17,30 sarà presentato Fame di pane - Seimila anni di storie (Slow Food Editore), terzo volume della collana “Per mangiarti meglio” nata per proporre a un pubblico giovanissimo i temi cari a Slow Food, con stile, linguaggio e illustrazioni adeguati. Interverranno a Senigallia le autrici Giusi Quarenghi, scrittrice specializzata in libri per l'infanzia, vincitrice del Premio Andersen come migliore autrice nel 2006 e Alessandra Mastrangelo, bibliotecaria, collabora da anni con Slow Food Editore. Dopo aver raccontato e descritto pane e pani – azzimi, cotti al vapore, bolliti, scuri, spessi, sottili, enormi, farciti – il libro propone ai lettori esercizi e attività collegati alla degustazione del pane, per prendere confidenza con i sensi e scoprire quante e quali conoscenze si possano mettere in atto grazie a essi, fino a capire perché un pane è diverso da un altro.


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